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Attentato alla maratona di Boston: vittime e responsabili
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L’attentato alla maratona di Boston: le bombe, la caccia all’uomo e la condanna

esplosione

Il 15 aprile 2013 due bombe esplosero vicino al traguardo della maratona di Boston. Tre persone morirono e centinaia rimasero ferite.

Il 15 aprile 2013, mentre migliaia di persone assistevano alla 117ª maratona di Boston, due ordigni esplosero lungo Boylston Street, nei pressi del traguardo. Le bombe uccisero Krystle Marie Campbell, 29 anni, Lingzi Lu, 23, e Martin Richard, 8. Centinaia di persone rimasero ferite, molte delle quali riportarono amputazioni e conseguenze permanenti.

esplosione incendio auto macchina
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Attentato di Boston: le due esplosioni vicino al traguardo

Gli ordigni erano stati costruiti utilizzando pentole a pressione, esplosivo, chiodi e sfere metalliche. Erano stati collocati dentro zaini e lasciati tra gli spettatori dai fratelli Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, che si erano radicalizzati autonomamente e avevano consultato materiale propagandistico contenente istruzioni per fabbricare bombe.

Le esplosioni avvennero a pochi secondi di distanza. Soccorritori, agenti, volontari e semplici spettatori trasformarono transenne e indumenti in barelle e lacci emostatici. L’area venne immediatamente isolata, mentre l’FBI assunse la direzione di un’indagine che coinvolse migliaia di agenti e l’esame di fotografie, filmati e reperti.

Le immagini delle telecamere permisero di individuare i due uomini mentre percorrevano Boylston Street con gli zaini. Il 18 aprile l’FBI diffuse pubblicamente fotografie e video dei sospettati, chiedendo ai cittadini di contribuire alla loro identificazione.

L’uccisione di Sean Collier e il processo

Quella sera i fratelli uccisero l’agente del Massachusetts Institute of Technology Sean Collier, 26 anni, all’interno della sua automobile di servizio. Successivamente sequestrarono un automobilista e si impossessarono del suo veicolo. La vittima riuscì però a fuggire e ad avvertire la polizia, contribuendo alla localizzazione dei due ricercati.

Durante uno scontro a fuoco a Watertown, Tamerlan venne ferito e poi travolto dall’automobile guidata dal fratello mentre Dzhokhar tentava di fuggire. Tamerlan morì poco dopo. Dzhokhar si nascose dentro una barca nel cortile di un’abitazione e venne arrestato la sera del 19 aprile 2013.

Nel 2015 Dzhokhar Tsarnaev fu riconosciuto colpevole di 30 reati federali e condannato a morte per sei capi d’accusa, oltre a diverse pene consecutive all’ergastolo. La Corte Suprema ripristinò la condanna capitale nel 2022 dopo il precedente annullamento in appello. Nel 2024 una corte federale ordinò un ulteriore esame sulle accuse di parzialità di due giurati: la pena di morte rimase comunque valida durante la nuova verifica.

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ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2026 12:55

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